La Motopiadina, come il nome suggerisce, nasce dall’unione di due tra le cose più gustose al mondo, andare in moto e la piadina.
La piadina, caratteristica della Romagna e del Montefeltro – dove la preparazione leggermente differente le fa acquisire il nome di crescia sfogliata, è diventata da un paio d’anni il pretesto per uno degli incontri del nostro gruppo, www.xjr.it.
Nasce un po’ per caso, dalle chiacchiere di un gruppo di amici a tavola, ma è già divenuta un’occasione sociale e motociclistica imperdibile.

Foto di Claudio
D’altronde le occasioni d’incontro non sono mai troppe quando un gruppo di persone è affiatato e ha grande piacere a stare insieme.
I luoghi deputati a questo incontro sono poi paradisiaci, sia dal punto di vista motociclistico sia sotto l’aspetto gastronomico. Devo confessare che il Montefeltro e la Romagna sono decisamente tra le mie zone preferite, motociclisticamente parlando.
Dopo il periodo di preparazione dell’evento, che richiede attenzioni ed energie, arriva finalmente il momento della partenza e l’eccitazione cresce sensibilmente.
La destinazione di quest’anno è Fossombrone, c’è da tagliare l’Italia da ovest a est e le previsioni meteo non promettono nulla di buono per il venerdì, il giorno della partenza, ma non sono minimamente preoccupato perché sono strade che conosco ormai a memoria.
Al resto ci penserà, come sempre, la mia XJR, affidabile e inossidabile compagna di tante scorribande.
Per sbrigarmi mi sparo un veloce tratto autostradale fino a Orte e poi via di Flaminia.
A Terni il tempo non è un granché, come capita spesso da quelle parti, e guardando avanti la situazione è ancora peggiore, ma la strada si fa finalmente divertente, appaiono le prime curve e anch’io sento che comincio a rilassarmi.
Passo della Somma, Spoleto, Foligno e Nocera Umbra vengono attraversati senza problemi ed io sono completamente in sintonia con la mia moto.
In lontananza le nubi sull’Appennino fanno presagire la pioggia che vado a prendere, ma per fortuna solo da Cagli in poi, il che significa che sono ormai arrivato.
Decido di passare comunque per il Furlo per godermi lo spettacolo di paesaggi naturali unici che alcune gocce di pioggia non possono rovinare.
Arrivo in albergo e vedo che qualcuno è già arrivato; riabbraccio Andrea, Michele, Antonio e Federico ed è già tempo per la prima birra.
Quattro chiacchiere, qualche sigaretta, smette anche di piovere e arriva il primo gruppo di romani: Pietro, Lello, Giovanni e Filippo si aggiungono al gruppo.

Per completare le presenze del primo giorno manca solo Anna, la mia compagna che, a causa di una brutta influenza, ha dovuto rinunciare a venire in moto e ci sta raggiungendo in auto, soffrendo maledettamente di non poter far parte al 100% dell’evento da lei organizzato.
Finalmente arriva anche lei, giusto in tempo per l’aperitivo.
Cena, piacevole serata con gli amici e la solita sensazione come se, invece che da qualche mese, non ci si veda solo da pochi giorni.
Facciamo tardi a parlare con Giovanni, l’amico partito da Catania per non mancare a quest’evento.
Alle quattro andiamo a letto, qualche ora bisogna pur dormirla perché ci attende una lunga giornata.
Alle dieci cominciano infatti ad arrivare i primi amici, un po’ da tutta Italia. Il gruppo comincia a diventare numeroso, fino ad arrivare alla quota di cinquantasei, con gli ultimi che ci raggiungono nel luogo stabilito per pranzo.
È indescrivibile l’emozione di questi momenti, che si legge nel sorriso sul volto di tutti, anche di chi partecipa per la prima volta.
Il pranzo, rigorosamente a base di piadina, affettati, formaggi e verdure viene innaffiato da Sangiovese e birra e si svolge in un incantevole borghetto medievale, le Reforzate, con vista sulle dolci colline del Montefeltro e San Marino e la Romagna all’orizzonte.

Foto by Filipxjr
Preso il caffè, si ritorna in albergo e, sfruttando il sole estivo, arriva il momento delle foto, prima di rimettersi in moto per l’immancabile aperitivo a Urbino.
Alla sera, la grande cena collettiva durante la quale si perde il conto delle portate – e dei brindisi – e per digerire cosa c’è di meglio che della buona musica e quattro salti…
La voglia di stare insieme ci fa fare ancora tardi perché domani è il giorno della partenza e dei saluti e tutti noi vogliamo che questi momenti durino il più a lungo possibile.
La domenica, una volta salutati tutti, si torna a casa, cercando di distrarsi dalla tristezza con le curve di un itinerario noto e bellissimo, che non fa però allontanare la domanda che mi ronza in testa: quando lo rifacciamo?
By Yoannes

Foto by Filipxjr
Si tratta di un itinerario molto divertente, che si percorre in poco tempo e che offre una grande varietà di curve, sia a raggio costante (come nel caso della Via Amerina) che variabile (giro del Lago di Bolsena).
Dopo un’oretta di spasso, si giunge a Orvieto, da dove prendiamo la SS 71 Umbro – Casentinese in direzione Montefiascone, strada che ci permette, dopo pochi chilometri, di deviare per il Lago di Bolsena, attraversando uno scenario incredibile di prati fioriti. Questa deviazione è la strada più veloce per arrivare al centro abitato di Bolsena, ma è anche la strada più trafficata e dai limiti di velocità più bassi.








Ecco un’altra proposta che potrebbe essere interessante: la traversata dell’Appennino tra Reggio e Massa attraverso il Passo del Cerreto.
La strada si restringe, le curve sono più strette, ed il paesaggio cambia, da tipicamente appenninico comincia ad assumere i toni delle riviera di levante. A me questo è stato il tratto che è piaciuto di più, forse anche perchè andavo completamente alla cieca, senza essere assolutamente preparato a quello che avrei visto….. sì perchè il mare si comincia a vedere quando ancora si è ancora relativamente in alto!
E’ sabato mattina, sono le 5:15, la sveglia del telefonino suona puntuale metto su il caffè ed intanto mi faccio una bella doccia per svegliarmi. Rapida colazione, tuta, casco, guanti ed alle 6:00 in punto la CB romba nel cortile di casa, si va!
Da Andalo scendiamo fino a Dermulo e imbocchiamo la strada per il passo Palade. Spettacolo !!!!

